Le ultimissime del 28 luglio – Chip: sell-off in Asia, Cina sfida ASML, Apple-Micron

Sell-off dei semiconduttori in Asia: timori su bolla AI e concorrenza cinese

Le Borse asiatiche hanno aperto la seduta di martedì in forte calo, con il comparto dei semiconduttori a guidare le vendite dopo un tonfo di Wall Street innescato da indiscrezioni su un possibile salto tecnologico della Cina nella produzione di chip avanzati. A Seul il Kospi ha perso fino al 9,4 per cento, con Samsung Electronics e SK Hynix in ribasso rispettivamente del 13,4 e del 14 per cento: le due società coprono da sole quasi metà del peso dell'indice coreano. In Giappone Kioxia è arretrata di quasi il 18 per cento, mentre a Taiwan il produttore di chip MediaTek ha ceduto oltre il 9 per cento in mattinata. L'indice Nikkei 225 e il listino di Taiwan hanno ceduto entrambi quasi il 4 per cento.

A innescare il nuovo sell-off è stata la notizia, riportata da The Information e ripresa da Reuters, secondo cui un gruppo cinese sostenuto dallo Stato avrebbe avviato la produzione di macchine litografiche DUV a immersione destinate ai principali produttori domestici. La scossa si somma ai timori già emersi lunedì sul finanziamento circolare dell'infrastruttura AI, dopo che il Wall Street Journal ha riferito di trattative tra Nvidia e OpenAI per garantire fino a 250 miliardi di dollari di capacità di calcolo: nella sola seduta di lunedì Nvidia ha perso circa il 5 per cento, AMD oltre l'8 e ASML più del 7, trascinando al ribasso anche Applied Materials, Lam Research e KLA Corp. Gli analisti descrivono la fase come una correzione delle valutazioni più che un cambio di scenario sui fondamentali, ma la sensibilità del mercato ai due fronti — finanziamento AI e concorrenza cinese — resta acuta in vista delle trimestrali di Microsoft, Amazon e Meta attese questa settimana.

(Fonti: Reuters (Investing.com) · Bloomberg · CNBC)

Cina avvia la produzione domestica di litografia DUV: prima sfida concreta ad ASML

Un consorzio cinese sostenuto dallo Stato, che fa capo a Shanghai Yuliangsheng e risulta collegato a SiCarrier e Huawei, ha avviato la produzione di macchine litografiche DUV a immersione sviluppate internamente, secondo quanto riportato da The Information e ripreso da Reuters. I volumi restano modesti — circa cinque unità nel 2026 e una ventina nel 2027 — ma segnano il primo passo produttivo, e non più solo prototipale, verso l'autosufficienza cinese in uno dei segmenti più critici della filiera dei chip. I primi sistemi sono attesi entro l'anno presso Semiconductor Manufacturing International Corporation, Hua Hong Semiconductor e ChangXin Memory Technologies, tre gruppi al centro delle ambizioni manifatturiere di Pechino.

La litografia DUV a immersione resta lo strumento più avanzato oggi accessibile ai produttori cinesi, esclusi dall'acquisto dei sistemi EUV di ASML dalle restrizioni all'export statunitensi e olandesi; una macchina EUV cinese è in sviluppo, ma resta allo stadio di prototipo. ASML, contattata da Reuters, non ha commentato: l'azienda olandese ha spedito 131 sistemi DUV a immersione nel solo anno scorso e mantiene un vantaggio marcato su affidabilità, resa e scala produttiva rispetto ai sistemi cinesi, che dovranno superare mesi di test di qualificazione prima di un impiego su larga scala nei fab, atteso non prima del 2027. Per la filiera degli apparati, il segnale politico pesa comunque più del dato tecnico immediato, in un momento in cui Washington valuta un'ulteriore stretta sulle licenze di esportazione e manutenzione degli strumenti litografici verso la Cina.

(Fonti: Reuters (Global Banking & Finance) · Tech Startups)

Apple e Micron si contrappongono alla Casa Bianca sui chip di memoria cinesi

Il Wall Street Journal ha rivelato il pressing di Apple sull'amministrazione Trump per ottenere il via libera all'acquisto di chip di memoria dai produttori cinesi ChangXin Memory Technologies e Yangtze Memory Technologies, destinati a dispositivi venduti fuori dagli Stati Uniti. L'amministratore delegato Tim Cook avrebbe presentato la richiesta direttamente al presidente e a funzionari come il segretario al Commercio Howard Lutnick e il segretario al Tesoro Scott Bessent, nel tentativo di alleggerire l'impatto del rincaro dei prezzi di memoria sui prodotti Apple. Micron, unico grande produttore statunitense di chip di memoria, si oppone formalmente alla richiesta, sostenendo che l'ingresso di fornitori cinesi nella catena di fornitura americana comprometterebbe la produzione domestica, indipendentemente dal mercato di destinazione finale.

Entrambe le società cinesi risultano designate dal Pentagono come aziende collegate all'apparato militare cinese, e Yangtze Memory Technologies figura inoltre nell'Entity List del Dipartimento del Commercio. La contesa si inserisce in un contesto di prezzi della memoria quadruplicati nell'ultimo anno secondo TechInsights, con la domanda dei data center AI che assorbe volumi crescenti di DRAM e NAND a scapito della disponibilità per smartphone, veicoli e dispositivi medicali. La Casa Bianca non ha ancora indicato come intende bilanciare le due esigenze contrapposte — prezzi al consumo più bassi da un lato, tutela della manifattura domestica dall'altro — mentre il caso rappresenta il seguito più recente del pressing di Apple su CXMT, già segnalato a fine giugno.

(Fonti: Wall Street Journal (Yahoo Finance) · DigiTimes)
(E.L.)

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